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– Teatro Regio di Torino, GIULIO CESARE di HÄNDEL per la prima volta a Torino:

“…La concertazione di Alessandro De Marchi ne dà conto con fantasia e dettagliatissima attinenza timbrico-strumentale.”
La Repubblica, Angelo Foletto. 23 novembre 2014.
“De Marchi magnificently conducts Giulio Cesare”
“This production was musically splendid. Alessandro De Marchi is an expert of Baroque repertoire. He conducted with full control of the orchestra pit and of the performers on stage, as displayed by the particularly outstanding choruses in the opening of the first act (“Viva, viva il nostro Alcide!), in the end of the third (“Ritorni omai nel nostro core”) and in Cleopatra’s epiphany with the resembles of Virtue in “V’adoro, pupille”. The Orchestra del Teatro Regio played competently, incisive and producing a clear sound.”

http://bachtrack.com/review-giulio-cesare-prina-pratt-pelly-turin-november-2014

“L’esecuzione musicale è pregiatissima. Alessandro De Marchi è esegeta attento e capace del repertorio barocco. Dirige con controllo pieno del golfo mistico e degli interpreti sul palco, come dimostrano i particolarmente riusciti tripudi del coro in apertura al I atto (“Viva, viva il nostro Alcide!”) e in chiusura del III (“Ritorni omai nel nostro core”) e l’epifania di Cleopatra nelle vesti di virtù in “V’adoro, pupille” del II atto.
…Successo pieno per il direttore e l’intera compagnia di canto…”
Edoardo Pelligra
 www.operaclick.com/recensioni/teatrale/torino-teatro-regio-giulio-cesare
“GIULIO CESARE” DI HÄNDEL PER LA PRIMA VOLTA A TORINO”
“Ottimo e convincente il lavoro svolto da uno specialista come De Marchi con un’Orchestra, quella del Regio, che invece non è abituata al repertorio del Settecento: la concertazione è molto accurata, dall’inizio alla fine delle quasi quattro ore di musica, anche grazie a un gesto direttoriale misurato e preciso. Equilibrio dei volumi sonori, ricerca dei colori strumentali, studio del ritmo sono i valori più perseguiti”…….
http://www.gbopera.it/2014/11/giulio-cesare-di-handel-per-la-prima-volta-a-torino/
“Sul podio, e lo citiamo per primo perché a lui spetta il merito di aver compiuto un lavoro certosino, minuzioso e apprezzatissimo, lo specialista Alessandro De Marchi. Orchestra giustamente rialzata per ragioni foniche, doppio ensemble per la realizzazione del basso continuo (l’uno sul lato sinistro, l’altro su quello destro) e complesso in palcoscenico, ovviamente con l’arricchimento di strumenti barocchi (e relativi specialisti)… occorre un puntuale e scrupolosissimo lavoro di studio, concertazione, rifinitura dei dettagli, insomma tutto quanto De Marchi ha saputo realizzare ottenendo una perfetta fusione di strumentisti avvezzi a suonare per lo più un repertorio ottocentesco e novecentesco (talora semmai, risalendo indietro, tardo settecentesco) e specialisti di barocco arruolati ad hoc. E poi il lavoro sui fraseggi, onde evitare la monocromia di certe esecuzioni cosiddette filologiche, tant’è che è risultato un tutt’uno omogeneo e vario al tempo stesso e le oltre quattro ore filate (intervalli inclusi) sono trascorse senza (quasi) momenti di flessione…e, a De Marchi, il merito di aver tenuta alta la tensione, con stacchi dei tempi adeguati…Molto bene la cura, poi, riservata alle molte arie languorose emerse in tutto il loro pathos.”
Il corriere musicale. lunedì 24 novembre 2014, di Attilio Piovano
http://www.ilcorrieremusicale.it/2014/11/22/giulio-cesare-egitto-successo-torino/
“.. alla direzione uno specialista di questo repertorio come Alessandro De Marchi.
L’orchestra, arricchita da tre monumentali arciliuti che hanno fatto bella mostra di sé, e il Coro del Teatro Regio sono stati diretti da Alessandro De Marchi, specialista del repertorio barocco. Di grande precisione la sua direzione d’orchestra, la cura per ogni dettaglio, la pertinenza di ogni a capo, insomma De Marchi ci ha riconsegnato finalmente intatta nella sua grandezza originaria questo capolavoro. Tutto ciò con la speranza che i teatri d’opera smettano di offrirci sempre le stesse opere, riconsegnandoci tutto un repertorio non dimenticato ma sovente messo solo in disparte. “ 23 Novembre 2014.
http://www.klpteatro.it/giulio-cesare-a-torino-legitto-di-haendel-si-fa-museo
Pubblicato il 22 novembre 2014:
Teatro Regio di Torino: Per la prima volta a Torino la rappresentazione del Giulio Cesare di Händel diretta dal maestro Alessandro De Marchi. Lo intervista Marta Palitto:
http://m.youtube.com/watch?v=EqX3GaUOA7A
– Venezia, Teatro La Fenice/Teatro Malibran, La scala di seta:
“Un Rossini virtuoso con La scala di seta versione anni Trenta”
“Chiudo questa cronaca parlando del direttore Alessandro de Marchi. Lo conoscevo per aver egli splendidamente inciso l’Oratorio di Alessandro Scarlatti Davidis pugna et victoria e un altro capolavoro di Antonio Caldara, il più grande Antonio,insieme con Webern, di tutta la storia della musica, il Laudate pueri. Qui egli si cimenta col repertorio, a dir così, moderno. Concerta con minuzia infinita e gusto preclaro;dirige da vero professionista e con un gesto di esemplare signorilità, atto al pochissimo moto superfluo e invece a comunicare all’orchestra ogni necessario ordine. Speriamo di trovarcelo di fronte in altre circostanze e non solo a Venezia.”
Corriere della Sera, 26/01/2014, di Paolo Isotta.
“A condurre dal podio e reggere con esperienza i vorticosi concertati della partitura c’era Alessandro de Marchi.”
La Nuova Venezia, 19/01/2014, Massimo Contiero
“Compatta e duttile l’Orchestra del Teatro, diretta da Alessandro De Marchi, abile concertatore e bravo nel valorizzare i crescendo e la parola cantata, con una varietà infinita di sfumature del suono, ben aiutato dal fortepiano di Cristina Vavolo.”
Corriere del Veneto, 18 gennaio 2014
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cultura_e_tempolibero/2014/18-gennaio-2014/brillante-rappresentazione-de-la-scala-seta-rossini-2223941775882.shtml
 
“A capo di un’orchestra – quella della Fenice un po’ alleggerita – mostratasi duttile e precisa, Alessandro De Marchi ha compiuto un’impresa non facile: esaltarne tutte le buone qualità, farla dialogare a perfezione con i cantanti, trovare sempre il colore ed il tono giusto, donando il massimo rilievo ad ogni pagina della partitura ad iniziare dal una perfetta Sinfonia. Detto in altre parole, è riuscito a consegnare un Rossini musicalmente ineccepibile, sempre vario nell’espressione, pieno di fantasia e di arguzia, giocando con gli interpreti mentre gli strumenti ricamano il canto delle meravigliose trovate rossiniane…Una concertazione ideale e da prendere a riferimento, questa di De Marchi, per ricordare come dovrebbe essere eseguito – e quasi mai lo è – questo incantevole repertorio.”
http://www.teatro.org/spettacoli/dettaglio_spettacolo.asp?contrRecensione=OK&id_spettacolo=28322

Venezia, Teatro La Fenice, Stagione Sinfonica, Luigi Sammarchi, Gian Francesco Malipiero, Nino Rota, Igor Stravinskij, Ottorino Respighi:

“De Marchi interpreta Sammarchi
Musica antica protagonista”
“…Si è apprezzato quanta abilità avessero questi Maestri nel forgiare trascrizioni attendibili, grazie anche ad un direttore come Alessandro De Marchi, attivo precipuamente nel campo della musica antica, che, con versatilità encomiabile, ha dimostrato di essere la figura giusta per questo tipo di repertorio retrospettivo, cui si può apparentare anche il Concerto per archi di Rota, compositore estraneo alle avanguardie novecentesche. Con gusto e brio De Marchi ne ha tratteggiato la cantabilità suadente e le brusche sterzate ritmiche, che avvicinano Rota a certi autori sovietici: Prokofiev, Kachaturian. Hanno giganteggiato la geniale originalità e la modernità di Stravinskij, la sua beffarda ironia, le sue asimmetrie sincopate, i suoi spiazzanti contrattempi. De Marchi ha guidato l’orchestra nell’intricato labirinto dei fitti contrappunti di Dumbarton Oaks.”

La Nuova Venezia, 12/01/2014, di Massimo Contiero.

Torino, Teatro Regio, Il Barbiere di Siviglia:
“Alessandro De Marchi, interprete di riferimento del repertorio barocco, dirige un Barbiere pieno di fascino. È un Barbiere perfetto per le sincronia dei ritmi. Giusti, mai affrettati, neppure nei momenti più vorticosi, come la Stretta del Finale del I Atto o quella del Quintetto del II Atto. È un Barbiere incantevole per la ricercata eleganza delle dinamiche, per il cesello delle sfumature, con una ricchezza di dettagli che esalta gli accompagnamenti e, nel rapporto sincero con il canto, li rende ancora più saporosi ed efficaci. È un Barbiere leggero, ironico, disincantato, gelido quel tanto che basta, come conviene alla musica di Rossini, un Rossini ripulito da ogni turgore, da ogni incrostazione romantica. È un gioiello fin dalla brillante Sinfonia, ha il passo che si richiede per un commedia crudele, un congegno ad orologeria, che De Marchi fa funzionare meravigliosamente assecondato con efficacia dalle Masse artistiche del Regio, l’Orchestra e il Coro. Una direzione così raffinata si sposa assai bene con le scene e i costumi.”
Operaclick, Giancarlo Landini, Novembre 2013
http://www.operaclick.com/recensioni/teatrale/torino-teatro-regio-il-barbiere-di-siviglia-1
“Un plauso alla fantastica orchestra del Teatro Regio sotto la magistrale direzione  di Alessandro De Marchi, grande esperto di musica barocca e acuto interprete di Rossini.”
Il TeleVisionario2, Alessandra Giorda, Novembre 2013
http://iltelevisionario2.blogspot.it/2013/11/un-barbiere-di-siviglia-fantastico.html
Napoli, Teatro San Carlo, Demetrio e Polibio:
“Dal podio Alessandro De Marchi governa il tutto con gusto e attenzione.”
La Repubblica, 31/05/2013, Sandro Compagnone.
“Assecondato molto bene dalla compagine del San Carlo, in ranghi giustamente ridotti, ed in ottima forma artistica, Alessandro De Marchi ha condotto l’opera con competenza e dimostrando bene i significati stilistici e drammatici, dando impeto e colori , e in una parola vita teatrale alla partitura.”
Opera Click,10/6/2013, Bruno Tredicine.
“Sul podio Alessandro De Marchi, specialista in cose settecentesche, che con la sua lettura accentua i tratti neoclassici della composizione rossiniana e le conferisce nitore ed equilibrio.”
Lucio Tufano, 6 giugno 2013  
http://www.teatro.org/rubriche/eventi-campania/napoli_demetrio_e_polibio_al_teatrino_di_corte_37209
Oper Köln, Anna Bolena:
“Besonders interessant an diesem Abend ist die musikalische Leitung von Alessandro De Marchi, der ja bekannterweise eher von der Alten Musik her kommt. Er geht seinen Donizetti auch ganz aus dieser Erfahrungsperspektive an, was zu einem sehr spannendem , manchmal filigranem Klangbild führt und zeigt, wie qualitätsvoll und in den musikalischen Formen experimentell Donizetti komponiert hat.”
Martin Freitag , 21 febbraio 2013.
“Mit dem Barockexperten Alessandro De Marchi am Pult spielte das Gürzenich-Orchester ebenso konzentriert und stilsicher wie inspiriert. Vor allem die vielen zauberhaften Bläserpassagen beeindruckten nachhaltig. Das Publikum spendete viel Applaus.”
Kölnische Rundschau , Bernhard Hartmann, 19 febbraio 2013.
“Musikalisch wird man erstklassig bedient. Alessandro De Marchi, der als Barockspezialist im alten Opernhaus  bereit Händels “Rinaldo” dirigierte, widmet sich in der Ausweichspielstätte  “Palladium” mit seinem leider ziemlich unendlichen Zuschauerschlauch nun also Donizetti, mit Bellini derzeit seine Repertoiregrenze zum 19.Jahrhundert hin. Unter seiner kundigen, genau klangbalancierenden und anfeuernden Leitung spielt das Gürzenich-Orchester Italianità-idiomatisch und korrespondiert bestens mit den Sängern.”
Online Merker, Christoph Zimmermann, !9 febbraio 2013.
“Baroque specialist Alessandro De Marchi drives the performance energetically and cultivates a honeyed line from Gürzenich Orchestra in the cantabile passages.”
Operacast,Sam H. Shirakawa, 25 febbraio 2013.
Wien, Theater an der Wien , Iphiginie en Aulide:
 
“Um diese ist – in einer guten Strichfassung (Danke!)- auch Dirigent Alessandro De Marchi am Pult der Wiener Symphoniker bemüht. Und der Spezialist für Alte Musik holt aus dem Orchester viel heraus.”
Kurier-Wertung, Peter Jarolin, 12 novembre 2012.
“Alessandro De Marchi führt die Wiener Symphoniker und den Schoenberg Chor souverän. Glucks “französische” Melodik , seine vibrierenden Rhythmen, seine raffinierten Farben blühten effektvoll auf.”
Kronen Zeitung Gesamt, Karlheinz Roschitz, 10 novembre 2012.
“Flott gestaltete der Experte für alte Musik Alessandro De Marchi sein Dirigat. In symphonisch moderner Besetzung, führte er die Wiener Symphoniker an die Gluck’sche Opernreform heran. Ein eigenwilliger Gegentrend, halten gerade jetzt diverse Originalklangenensembles in anderen heimischen Opernhäusern Einzug.”
Wiener Zeitung, Daniel Wagner, 12 novembre 2012.
Innsbnruck, Innsbrucker Festwochen, La Stellidaura vendicante di F. Provenzale:
“The festival’s artistic director, Alessandro De Marchi, conducted the Academia Montis Regalis in a vibrant performance that reflected the variety of the music with a wide array of instrumental sonorities.”
The New York Times, 15 agosto 2012,
http://www.nytimes.com/2012/08/15/arts/15iht-loomis15.html
Classic Voice, 5 stelle*****, DVD de L’incoronazione di Poppea – Produzione dell’Opera di Oslo:
“L’edizione approntata da Alessandro De Marchi …Tesissima, incalzante, scabra come ruvida roccia, asciutta e tagliente in un proliferare di ritmi e d’armonie la cui perenne mutevolezza esalta ogni infinitesima sfumatura testuale nel mentre si riflette in gesti perfettamente conseguenti..”
Oslo, Den Norske Opera , Il ritorno d’Ulisse in Patria:
“Under Alessandro De Marchi’s playful leadership they performed with such a crisply resonant dance tone that at times it had a feel of Latin American rhythm and swinging hips.”
Vart land newspaper, 14 maggio 2012.
“Alessandro De Marchi had not only arranged and adapted the music. He had also added new elements for example by the composer Cavalli. This fit seamlessly into the overall musical picture and I must add that at times it really did swing!”
Kulturspeilet cultural website, 12 maggio 2012.
Telemann, Flavius Bertaridus, 3CD Harmonia Mundi:
“Esecuzione vivacissima, cui De Marchi imprime marcata impronta teatrale, suonata in modo impeccabile dalla formazione torinese di strumenti antichi, ormai di livello tale da non sfigurare con qualsivoglia complesso internazionale.”
Classic Voice Settembre 2011.
Hamburg, Hamburgische Staatsoper, Telemann  Flavius Bertaridus:
 “Am Pult der Philarmoniker steht der Italiener Alessandro De Marchi. Ein Barock-Spezialist.Mit ruhigen, ausladenden Handbewegungen dirigiert er das um einige alte Instrumente ergänzte Orchester, entlockt ihm einen satten, barocken Klang voller Elan und Finesse……”
NDR– 24 ottobre 2011, Jörg Armbrüster.
 “Alessandro De Marchi ist auf dem Gebiet der Barockoper ein weltweit gesuchter Experte. Er verfügt nicht nur über eine ungeheure stilistische Kenntnis, sondern auch über den Mut, das theoretische Wissen in eine temperamentvolle Bühnen-und Orchestersprache umzusetzen. Das hat  ebensoviel Swing wie Charme! Und daher liebt unser Orchester die Zusammenarbeit mit ihm.”…. Publikum und Kritiker waren begeistert: “De Marchi hat eine Fassung erstellt, die einem Telemann neu zeigt und dabei enorm fasziniert…”
Journal – Das Magazin der Hamburgischen Staatsoper, ott-nov 2012, Kerstin Schüssler –Bach.
Jesi , Festival Pergolesi, L’olimpiade:
“Ottima la prova di Alessandro De Marchi, eccellente direttore che, a capo della sua Academia Montis Regalis, ha fornito una lettura teatrale e vivacissima dell’appassionante lavoro pergolesiano: un nome da riconfermare per le prossime edizioni del festival.”
Il Messaggero, Gabriele Cesaretti, 10 settembre 2011.
“A capo dell’eccellente Academia Montis Regalis Alessandro De Marchi ha offerto una lettura limpida e teatralissima, nel riuscire a infondere in ognuna delle numerosissime arie un elemento che la distinguesse dalle altre, dall’agogica forte-piano degli archi, allo squillo degli ottoni, ai tempi rapinosi ma sempre nel perfetto equilibrio delle varie sezioni.”
Operaclick Domenico Ciccone
http://www.operaclick.com/recensioni/teatrale/jesi-xi-festival-pergolesi-spontini-teatro-moriconi-lolimpiade
“Alessandro De Marchi, alla guida dell’ Orchestra Academia Montis Regalis , ci ha regalato una esecuzione molto intensa, ben calibrata, applicando sempre tempi musicali appropriati e consentendo così una efficace fusione tra Musica ed Azione Teatrale.”
La Voce, Claudio Listanti, 14 settembre 2011.
“Eccellente l’esecuzione musicale: Alessandro De Marchi dirige l’Academia Montis Regalis con passione e senso del teatro, offrendo una lettura estremamente viva e frastagliata. Ad esempio nelle sue mani la splendida aria “Mentre dormi, Amor fomenti” è un momento di magica sospensione….”
Italia Sera, Riccardo Cenci, 14 settembre 2011.
Innsbruck, Innsbrucker Festwochen, Telemann  Flavius Bertaridus:
“Die Partitur glänzt mit staunenswerter instrumenteller Farbenpracht , die Alessandro De Marchi mit seiner Accademia Montis Regalis vollständig ausreizt.”
Frankfurter Allgemeine Zeitung,16 agosto 2011, Dirk Schüme.
Torino Lingotto Giovanni Battista Pergolesi L’Olimpiade:
“….il vero asso nella manica di questa esecuzione è nella bacchetta di Alessandro De Marchi, alla testa di un’orchestra di strumenti originali, l’apprezzatissima Academia Montis Regalis, che suona magnificamente, con quella timbratura anticata morbida ma mai artatamente costruita, affidandosi alla naturalezza dell’involo melodico  e alla ricercatezza con cui De Marchi ricama lo strumentale. Subito all’ascolto della Sinfonia, si comprende come la bacchetta del direttore italiano, ormai “barocchista” di fama mondiale, seguendo tempi serrati ma mai nervosamente fine a se stessi, sappia far fraseggiare al meglio un’orchestra che nelle pagine più distese regala momenti di vera emozione. Lo  dimostrano le poche battute che introducono al clima pastorale della siciliana di Argene ”O care selve! Oh cara”, nostalgicamente adagiata sul melodizzare di archi che vibrano di un calore reso memore di quella grande tradizione strumentale italiana barocca esaltata da orchestra e direttore come meglio non si potrebbe immaginare.”
Alessandro Mormile, L’Opera, marzo 2011.
Napoli, Teatro San  Carlo,  Pergolesi in Olimpiade, regia Roberto De Simone:
“Bella la direzione di Alessandro De Marchi, con l’orchestra schierata in palcoscenico”.
La Repubblica, 23 gennaio 2011, Sandro Compagnone.
“A capo dell’orchestra del teatro, Alessandro De Marchi lodevolmente disimpegnava il ruolo di cireneo della situazione”
Il Mattino, 22.01.2011, Giovanni Carli Ballola
Innsbruck, Innsbrucker Festwochen, Giovanni Battista Pergolesi L’Olimpiade:
“….. Mr. de Marchi could hardly ask for a more auspicious beginning of his festival leadership. The musical variety and style he brought to the performance, coupled with first-rate playing from Academia Montis Regalis, held longueurs to a minimum. There were very few audience defectors during the long evening, and when the performance ended around midnight the performers were greeted with loud cheers.”
The New York Times, NYTMagazine George Loomis, 17 agosto 2010.
“Der neue, in Berlin bereits wohlbekannte Leiter der Innsbrucker Festwochen, Alessandro De Marchi, ging mit der Academia Montis Regalis vielleicht allzu großzügig über Details und Koordination hinweg, bot etwa der Milanesi als Aristeanicht den erforderlichen Pianissimo-Teppich, scheute die Extreme, die in der Musik durchaus zu finden sind. Dennoch scheint es betrüblich, dass Berlin die Koproduktion mit Innsbruck nach dem Abgang von René Jacobs als Festwochenleiter aufgegeben hat und diese fabelhafte Produktion nicht in Berlin zu sehen ist.”
Berliner Zeitung 10 agosto 2010 Feuilleton  Von Wolfgang Fuhrmann.
“Alessandro De Marchi, verwandelt sie am Pult der „Academia Montis Regalis“ mit philologischem Blick und italienischem Feuer in ein fulminantes, farbiges Barockmusikfest mit Harfe, Cembalo und zwei Theorben. Gegen Schluss wird die Instrumentierung immer reicher; sogar ein Fernorchester wird eingesetzt. So spannend kann „alte“ Musik sein, wenn sie mit Fantasie und Wissen (und schönen Stimmen, von denen jede einzelne zu loben ist).”
Salzburger Nachrichten, Derek Weber 12 August 2010.
Dresden, Semperoper, Handel Giulio Cesare in Egitto:
“Das man damit auch  jenseits der mittlerweile etablierten historischen Musizierweise mit einem Spitzenorchester wie der Sächsischen Staatskapelle Eindruck machen kann, ist dem Barockspezialisten Alessandro De Marchi zu verdanken. Der schnell den überzeugenden Ton und vor allem die Balance zwischen Orchester und Protagonisten fand.” Neues Deutschland,17 dicembre 2009.
Oslo, Den Norske Opera, Incoronazione di Poppea:
“Alessandro De Marchi who too had the musical direction and him self was playing the following recitativs from the one cembalo. It was a pleasure to listen to how he did this great job, specially, when we do know that he is improvising out from the one base tunes written…..” Kulturkompasset, 26 settembre 2009 , Henning Hoholt.
Hamburg, Hamburgische Staatsoper, Iphigénie en Tauride:
“Der Barockspezialist Alessandro De Marchi beweist am Premierenabend einmal mehr, dass er als Klangmagier verzaubern kann. Mit den Philharmonikern verarbeitet er die harmonischen Raffinessen der Partitur zu einem ausbalancierten Musikerlebnis. Klarheit und Schnörkellosigkeit zugunsten einer neuen klassischen Ästhetik, die ohne barocke Opulenz auskommt – eines der Reformbestreben Glucks.”
Financial Times Deutschland” – 26 maggio 2009 – Michaela Pfisterer.
 “Musikalisch ist diese “Iphigénie” über weite Strecken eine Offenbarung. Alessandro De Marchi, in Hamburg als Barockspezialist gefeiert und der einschlägig weitergebildeten Barock-Crew der Philharmoniker bestens bekannt (zuletzt aus John Neumeiers “Weihnachtsoratorium”), zaubert aus Glucks Partitur einen wundervoll schlanken und transparenten Klang, der aber auch die Gefühlsstürme und die barbarischen Tanzeinlagen der Skythen mit viel Blech und Schlagwerk zum Scheppern und Glänzen bringt.”
Hamburger Abendblatt – 26.05.2009
“Der einstige Assistent René Jacobs’, der seinen Mentor nächstes Jahr auch als Chef der Innsbrucker Festwochen beerbt, hat diesen in einem überflügelt: Er vermag es längst, auch mit konventionellen Klangkörpern Erkenntnisse der Alten-Musik-Schule tönend umzusetzen. Vorbildlich, wie schön ausbalanciert, wie flexibel und intelligent das Staatsorchester auf De Marchis Impulse reagiert, wie es die so wichtigen Details in dieser scheinbar unspektakulären, aber eben durch ihre dramaturgische Klarheit zur empfindungsvollen Größe sich steigernden Partitur auszuloten vermag”.
Die Welt – 26.05.2009 – Manuel Brug.